I pesci di Paolo, pescatore della cooperativa Mare Nostrum

Nel 1997 ci siamo riuniti in cooperativa, l’unione fa la forza, per affrontare insieme le difficoltà del mestiere di pescatore…e anche per semplificare l’amministrazione che non è sempre semplice per piccole ditte artigianli. Siamo una cooperativa di circa 22 barche, peschiamo da Marina di Carrara fino a Talamone, ma il grosso dell’attività è orientata nel porto di Viareggio, qui nella darsena Toscana e qualche barca  nel porto nuovo, lungo il molo.

Pescatori responsabili

Noi della cooperativa Mare Nostrum pratichiamo più che altro la pesca con le retine da posta, reti che mettiamo giù alla sera e ritiriamo la mattina. Decidiamo noi la maglia da usare: a me il pesciolino piccolo non interessa, quindi uso una rete con una maglia più larga, che prende solo il pesce delle dimensioni che so essere richieste dal mercato. Non come fanno molti, che pur di pescare grandi quantità di pesce usano reti dalla maglia stretta, e poi si trovano costretti a buttare via un sacco di pescato, o a rigettarli in mare quando sono ormai morti.

Nuova copertina Primavera!

Primavera, il risveglio della Natura. Tanti sono i prodotti di stagione che arricchiscono la nostra tavola: verdura fresca come insalatina, ravanelli, erbi selvatici, e poi tanto pesce che riinizia a popolare le nostre coste. Olio e Vino, che non mancano mai, fragole, fiori e prodotti da forno, come una buona focaccia per accompagnare i nostri piatti.

Nuova copertina Autunno!

é online la nuova copertina di Made in Lucca! La tavola imbandita per l’autunno è ricca di prodotti stagionali, perchè anche l’autunno ci regala un’infinità di sapori: castagne, farina di castagne, necci, uva, vino, olio, noci e frutta secca, olive in salamoia..

Qualche dettaglio…

 

Segreto, sacro, scientifico, improbabile. Tutto il verde di Lucca.

SEGRETO, SACRO, SCIENTIFICO, IMPROBABILE. TUTTO IL VERDE DI LUCCA.

Un itinerario verde, tra le mura di una città. Possibile se la città è questo antico borgo, romano, medievale e rinascimentale poi, che ancora conserva gelosamente fra le sue mura una numero impensato di verdi “locus amoenus”.
Un itinerario da percorrere in un silenzio. Un po’ contemplativo, un po’ curioso, la cui guida non può che essere Santa Zita, la piccola santa lucchese dei fiori, patrona delle domestiche e dei fornai.

 

La campagna sotto il portico della cattedrale

Il portico della chiesa di san Martino ha ospitato nel tempo anche svariate attività commerciali: i cambia valuta si sistemavano qui per svolgere il loro lavoro, e ottenere rapida protezione in caso di emergenza, e spesso i mercanti allestivano qui sotto i banchi con le loro mercanzie. Sopra le loro teste, scolpiti sulla facciata interna ai lati del portone centrale, 12 personaggi altrettanto zelanti svolgevano il loro lavoro, lavoro da campagna, legato alla terra e al cibo, attività che tutt’oggi da vita al territorio, e fonte inesauribile di ricchezza per le tavole.

Cenci e chiacchiere di Carnevale

Per la loro tipica forma che ricorda un po’ dei pezzi di stoffa, di quelli con cui si fanno le maschere e i costumi per le festose sfilate, I cenci, o stracci, sono la versione toscana delle chiacchere, o frappe, tipici dolci preparati durante il periodo di Carnevale.
La primissima ricetta si narra che risalga ai tempi dei romani, che preparavano i “frictilia”, friggendo questi particolari dolcetti nel grasso del maiale.

La tradizione Carnevalesca arriva anche sulle vostre tavole a deliziare il fine pasto o le vostre merende! Ecco come fare: