Puccini. Briciole e semiminime, tracce del grande Maestro

”Carissima mamma, […] avrei bisogno di una cosa ma ho paura a dirgliela, perchè capisco anch’io che Lei non può spendere. Ma stia a sentire, è roba da poco. Siccome ho una gran voglia di fagiuoli (anzi un giorno me li fecero ma non li potei mangiare a cagione dell’olio che qui è di sesamo o di lino!), dunque, dicevo… avrei bisogno di un po’ d’olio, ma di quello nuovo. La pregherei di mandarmene un popoino. Basta poco, l’ho promesso di farlo assaggiare anche a quelli di casa.

Un dolce pasquale: la Pasimata garfagnina

Il termine Pasimata ha due possibili derivazioni: dal latino pasimatum che significa “pane cotto sotto la cenere”, o dal bizantino pasimet “pane non lievitato”. È un pane pasquale tipico della Lucchesia, che ha diverse realizzazioni, a seconda della zona.
Come da tradizione viene preparato per la mattina di Pasqua e, insieme alle uova contenute in un panierino, viene portata alla messa della mattina, per ricevere la benedizione.

Il fagiolo al fiasco

Un tempo si usava mettere il fiasco in un angolo del caminetto. I fagioli, immersi nell’acqua cuocevano così lentamente, conservando tutto il loro sapore. Cotti sulla fiamma, in appositi fiaschi di vetro temperato, un goccio d’olio, una foglia di salvia e uno spicchio d’aglio, i fagioli sono un ottimo contorno. Se accompagnati da verdure a foglia “ripassate al tegame”, un piatto sano e saporitissimo, adatto a tutti.

San Biagio, la gola, il gusto…i tordelli

San Biagio è il co-patrono di Pietrasanta, un comune dell’alta Versilia.
E’ il protettore della gola, da quando salvò miracolosamente un bambino che rischiava di affogare con una lisca di pesce andatagli di traverso. In molte zone d’Italia il 3 febbraio, giorno dedicato al Santo, dopo la celebrazione liturgica si pratica la benedizione delle gole dei fedeli, e così avviene anche a Pietrasanta, nella cattedrale di San Martino, dove sono esposte, per l’occasione, le sue reliquie.

Alderico e i salumi della famiglia Triglia

Gombitelli è un piccolo centro tra Camaiore e Lucca, ad appena 20 chilometri dalla città, una realtà incontaminata, ricca di storia e tradizione. Una tra queste la sua lingua. Gombitelli è infatti un’ isola linguistica dove si parla un dialetto originale, di lingua di origine nordica, portato probabilmente da un gruppo di fabbri germanici scesi in italia al seguito di Carlo V. Gli abitanti impararono la lingua tedesca e dettero vita a un idioma molto particolare, ancor’oggi parlato dai più anziani del paese.

“CentovolteForte”: la birra dell’anniversario

“Correva l’anno 1914 quando Il Forte, questo era il nome con il quale era conosciuto, accostò con accuratezza il navicello all’attracco e lanciò sul molo la cima, con all’estremità una Gassa d´amante, che venne rapidamente fissata alla bitta. Come il suo ancoraggio fu stabile, Mancina si mise prontamente al lavoro, iniziando a sollevare i carichi con apparente agilità, contraddetta soltanto dallo scricchiolio delle funi in tensione.

Ricette per un delicato Halloween: la vellutata di zucca dello chef Maurizio Marsili

Per l’ultimo giorno di ottobre, ricorrenza dei Morti, non solo zucche intagliate, ma anche una deliziosa vellutata… sempre a base di zucca.
Dolce… e spaventoso, Halloween a tutti!
vellutata di zucca

cosa serve:
zucca,
patate (in rapporto 3/2 con la zucca)
porro,
olio, sale, pepe

come si fa:
si puliscono le verdure e si fanno a pezzetti non troppo piccoli.
Si mettono a cuocere, senza acqua, in una pentola con qualche granello di sale che serve a far uscire l’acqua dalle verdure e facilitare la cottura.