Giovanni racconta Rosso e i suoi fratelli
Giovanni Giovannoni è il presidente dell’associazione “Rosso e i suoi fratelli”. ” Ci occupiamo di semina, raccolta, conservazione e vendita dei fagioli della Lucchesia.”
Giovanni Giovannoni è il presidente dell’associazione “Rosso e i suoi fratelli”. ” Ci occupiamo di semina, raccolta, conservazione e vendita dei fagioli della Lucchesia.”
La famiglia di Elena Carmignani, produttrice di vino, è una delle più antiche di Montecarlo, attivi dal 1386 si sono tramandati questa passione di generazione in generazione. Otto ettari di vigna danno buoni bianchi e rossi da vari vitigni: trebbiano,vermentino,malvasia bianca, roussanne, semillion Per il Montecarlo bianco DOC rossi: sangiovese, canaiolo, syrah, merlot, cabernet, ciliegiolo e altri vitigni per la IGT che, diversamente dai DOC, hanno un disciplinare meno rigoroso e permettono di aggiungere creatività e gusto nella produzione.
dall’Aia di Massimini seconda tappa del percorso degustativo delle contee del farro, ecco il farrotto con i porri come lo preparano nell’Aia, per sei persone, per apprezzarlo in compagnia!
cosa serve:
450 grammi di farro della Garfagnana IGP
3 porri
formaggio pecorino
sale, pepe, olio EVO
un bicchiere di vino bianco
un litro di brodo vegetale
Lorenzo è produttore e venditore di farro della Garfagnana, presidente del consorzio del farro igp; uno insomma che di farro se ne intende. Raccontato della sua azienda, della sua terra, e dalle sue parole traspare quanto la coltivazione di questo prodotto sia vanto per questo territorio ricchissimo di prodotti alimentari sani, coltivati e prodotti con quella lentezza e quella passione che rende le cose.. buone.
Roberto ha un birrificio, a Petrognola, in Garfagnana, la terra del farro. Proprio da questo antico cereale la sua birra prende la fragranza. Qui racconta la storia del suo birrificio… che poi è inscindibilmente la sua.
Come mi è venuto in mente di fare il birraio nella terra dei vini?
L’allevamento ittico “La Jara”, si trova nella valle della Turrite, vicino all’Eremo di Calomini.
Claudio più che svolgere un mestiere, compie una missione, mantenendo, allevando e curando alberi secolari, fra i quali circa 60 camelie.
Quando racconta la sua attività, gli olivi, le camelie, le piante secolari, fa venir voglia di andarlo a trovare, a primavera magari… quando i suoi protetti sono in fiore, nel massimo della loro eleganza.
Cosa ci vuole(per 4 persone)
400 gr di farina di neccio, 500 gr di acqua, 30 gr di gherigli di noci spezzettati, la scorza di un arancia (solo la parte gialla) a pezzi, rosmarino, olio EVO, sale
Come si fa
Aggiungere alla farina poco alla volta l’acqua e un pizzico di sale. Amalgamare e versare in una teglia rotonda in uno strato alto cm 1,5, irrorare la superficie con un filo d olio, cospargere le noci, i pezzetti di rosmarino, e la buccia dell’arancia. Infornare per 40 minuti a 200 gradi.
La torta d’erbi è la torta tradizionale di santa Zita, santa cara ai lucchesi, co-patrona di Lucca, delle casalinghe, dei guardarobieri e dei fornai. Viene celebrata in città il 27 aprile con mostre e mercatini floreali dislocati in varie piazze del centro storico. Per le strade il profumo dei fiori si fonde a quello delle torte d’erbi, preparate nelle case.
Qui vi proponiamo la ricetta insegnataci da Maura, una lucchese doc e abilissima cuoca.
Cosa ci vuole
È bello poter raccogliere con le proprie mani i frutti della terra e del mare.
Ma ci sono delle regole da rispettare, per la tutela dell’ambiente, dei prodotti, e per il rispetto dei diritti di tutti i “raccoglitori”. Per la raccolta dei funghi così come dei mirtilli, per la pesca in acqua dolce, così come per quella in mare di pesci ed arselle.
Semplici regole, patentini dalla rapida acquisizione, grazie ai quali si è liberi di contribuire, con un utilizzo sostenibile, alla salvaguardia delle nostre terre.