Puccini. Briciole e semiminime, tracce del grande Maestro

Sab, 04/11/2015

Itinerari

Immagine rimossa.”Carissima mamma, […] avrei bisogno di una cosa ma ho paura a dirgliela, perchè capisco anch’io che Lei non può spendere. Ma stia a sentire, è roba da poco. Siccome ho una gran voglia di fagiuoli (anzi un giorno me li fecero ma non li potei mangiare a cagione dell’olio che qui è di sesamo o di lino!), dunque, dicevo… avrei bisogno di un po’ d’olio, ma di quello nuovo. La pregherei di mandarmene un popoino. Basta poco, l’ho promesso di farlo assaggiare anche a quelli di casa. Dunque se le mie geremiadi frutteranno, mi farà la gentilezza (come l’ungo, già si parla d’olio!) di mandarmene una cassettina, che costa quattro lire da Eugenio Ottolini, il quale l’ha mandata anche al tenore Papeschi. […]”

Scriveva così alla madre un giovane, talentuoso e… goloso Puccini, da Milano, dove si trovava per gli studi al Conservatorio.

Musica e Sapori. Natura e Città. Mare e Montagna. Seguiamo Giacomo Puccini in questo percorso variopinto e ricchissimo attraverso la sua terra natale, la provincia di Lucca.
Amante del buon cibo, dell’olio e del vino delle sue amate colline e della caccia, Puccini è una guida perfetta del territorio e dei suoi sapori.

La Montagna: Celle

Immagine rimossa.Gli antenati vivevano a Celle, in una valle della montagna lucchese, a nord di Lucca già dalla prima metà del XVIII secolo, in una casa nel centro del paese ora divenuta casa Museo dei Puccini a Celle. Ai primi del ‘900 i genitori di Giacomo si trasferirono a Lucca. Anche dopo il trasferimento della famiglia in città, i poderi continuavano a rifornire i Puccini con i buoni prodotti di questa terra.
Celle dei Puccini è una località ricchissima di boschi di castagni. Per secoli queste selve sono state fonte inesauribile di cibo e di legname che serviva a costruire tetti, capanne, solai, attrezzi, arredi… Ancora oggi nei mesi autunnali si raccolgono le castagne, si essiccano nei metati per preparare farina dolce, ed inizia così la storia del castagnaccio e di tutti quei piatti della tradizione che hanno come ingrediente principe questo frutto generoso.
A Colognora, poco distante da Celle, c’è anche un Museo del Castagno, un luogo molto suggestivo, dove si racconta la storia di questo albero “del pane” e delle genti della valle, voluto dalla passione degli abitanti di queste zone che nel 1978 si riunirono in un comitato e vollero ricreare un ambiente dove potessero ritrovar vita le capacità creative e le esperienze di lavoro dei loro padri.

La città e la campagna: Lucca, Mutigliano, S. Martino in Colle

Immagine rimossa.Trasferitisi in città, i Puccini andarono ad abitare quella casa nel centro storico, oggi sede del Puccinimuseum che dette i natali al  Maestro. Il portone è appartato in una piccola corte, come ce ne sono tante a Lucca, poco distante dall’imponente chiesa di San Michele.
La sua giovinezza, Giacomo, la trascorse tra la città e la campagna, e il colle di Mutigliano, sulle colline al confine tra pianura di Lucca e Versilia, dove trascorreva le sue vacanze estive e dove ricevette i suoi primi incarichi di lavoro come organista della parrocchia. Qui conobbe tutti quei prodotti tipici delle campagne lucchesi: l’Olio, i Fagioli, il Vino.
Sono molte le varietà di fagioli che si coltivano in zona, il più particolare di queste terre è “il fagiolo rosso di Lucca”, e c’è una ricetta tradizionale, che si prepara ancora, detta “al fiasco” che chissà… forse era conosciuta ed apprezzata anche dal Maestro.
L’abitudine al buon Olio extravergine che si produce su tutto l’arco collinare già la conosciamo, ma su tutto si appassionò alla cura delle vigne: ne coltivava lui stesso e si fermava spesso dagli amici di infanzia, a chiacchierare davanti a un buon bicchiere di vino. Lino Micheloni, musicista anch’egli, gli era particolarmente caro e tappava i fiaschi rigorosamente con carta pentagrammata. Quel vino è ancora un vino di qualità ed oggi questo territorio fa parte della zona di produzione dei vini D.O.C. Delle colline lucchesi.
Anche il vino di San Martino in Colle, una località nel comune di Capannori al confine con Montecarlo dove ancora si produce un D.O.C. Montecarlo bianco e Montecarlo rosso, era da lui molto apprezzato. Ne chiedeva spesso alla sorella e se lo faceva spedire dal cognato a Milano, durante i suoi lunghi periodi di permanenza.

Il Mare: Massaciuccoli e la Versilia

Immagine rimossa.Ciò che mosse Puccini a stabilirsi per diversi anni in una villa, oggi sede del Museo sulle rive del lago di Massaciuccoli, a Torre del Lago, era certamente il suo amore per la quiete. Puccini amava rifugiarsi in luoghi lontani dal caos cittadino, per poter scrivere in tutta serenità e coltivare le sue passioni. La caccia in particolare, che praticava nelle riserve private che arrivavano sino alle sponde del lago.
Oggi si può andare a “caccia” all’interno di questa riserva, ma armati solo di binocolo, e sentirsi così in compagnia del Maestro nel tentativo di avvistare ed ammirare le specie più rare e preziose. La caccia intorno al lago infatti non è più consentita e la zona è diventata una riserva naturale LIPU, che protegge uccelli in via di estinzione e accoglie stormi di uccelli migratori che trascorrono ogni anno sul lago periodi di ristoro nella quiete naturale che il parco offre loro.

 

 

Immagine rimossa.Dopo la villa sul lago Puccini pensò di trasferisi sulla costa, a Viareggio, in una casa alla moda, vicino ad altre dimore di amici artisti, letterati, pittori, ceramisti, attori.
Viareggio era allora un piccolo borgo di pescatori, ma le pinete profumate e ricche di selvaggina, le luci brillanti, le larghe spiagge dove si cominciavano a costruire stabilimenti per i bagni a mare cominciavano, ad inizio ‘900, a conquistare notorietà.
La passeggiata a mare è tutt’oggi una passeggiata tra le architetture liberty di una cittadina alla moda, con esempi molto raffinati di decori ceramici e pittorici.

Per concludere in bellezza questo itinerario di arte e sapori si può senz’altro approfittare degli ottimi ristoranti e trattorie tipiche e dei loro menù a base di pesce “di stagione” dal cacciucco alle fritture di barca.